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sabato 22 settembre 2012

Cluster - Sowiesoso



CLUSTER
SOWIESOSO
Sky Records LP 005
1976


Dopo le uscite sperimentali di CLUSTER 1 (Philips) e CLUSTER 2 (Brain), il duo tedesco composto da Hans Joachim Roedelius e Dieter Moebius, decise di ammorbidire i tratti somatici della loro opera musicale.
Vennero pubblicati due album decisamente avvicinabili rispetto a quelli precedenti. Il primo, intitolato ZUCKERZEIT, venne pubblicato nel 1975 dalla Brain Records e si compone di minuetti elettronici che ricordano vagamente i Kraftwerk di “Ralf Und Florian”, tuttavia la musica del duo cercava una propria direzione stilistica che finì per condurli ad un disco totalmente innovativo. SOWIESOSO, pubblicato quindi nel 1976 dalla Sky Records di Amburgo, si sposta drasticamente in un territorio musicale inesplorato. E’ di fatto il primo disco di musica “ambient” lontana dalla magniloquenza della “musica cosmica” e dalla sperimentazione elettronica fine a se stessa.
I Cluster approfondiscono nel disco un discorso minimale fatto prevalentemente di soavi suoni elettronici e pianoforte. Le musiche risultano quindi morbide e riflessive, suadenti e bucoliche; anticipando di qualche anno la musica del Brian Eno minimal-elettronico. A tal proposito ricordo che lo stesso Eno collaborò con Moebius e Roedelius durante il suo soggiorno berlinese. Ne abbiamo testimonianza nei capolavori CLUSTER & ENO e AFTER THE HEAT che uscirono rispettivamente nel 1977 e nel 1978.

SOWIESOSO '76



CLUSTER & ENO '77


AFTER THE HEAT '78
 

GROSSES WASSER '79

Cluster - Cluster 1971



CLUSTER
CLUSTER
Philips (Germany) LP 6305 074
1971

 
I Cluster furono una delle realtà più importanti di tutta la scena elettronica tedesca, nel 1970 registrarono assieme a Konrad Schnitzler un paio di album accreditati a Kluster, si tratta di lavori che sperimentano il connubio tra il suono elettro-acustico e la voce; nel 1971 liberatisi di Schnitzler inglesizzarono il nome in Cluster e pubblicarono l'album omonimo.
Ogni disco del duo Dieter Moebius (austriaco di nascita) e Hans-Joachim Roedelius (fuggitivo della Germania dell'Est) è un'opera da scoprire; pur rimanendo in ambito elettronico sono sempre pochi i riferimenti personali che i due si portarono appresso nel corso degli anni. Con questo primo album furono i primi assieme a Tangerine Dream e Klaus Schulze a fare “musica cosmica” interamente eseguita con gli apparati elettronici, con il secondo "Cluster2" coniarono la musica industriale, con "Zuckerzeit" si divertirono a ricreare bozzetti electro-pop vicini a quelli dei Kraftwerk, senza parlare dei lavori a nome Harmonia che anticiparono la musica ambient e delle collaborazioni con Brian Eno all'interno delle quali toccarono picchi artistici altissimi.
L'album "Cluster" venne registrato ad Amburgo con l'apporto non solamente tecnico ma anche artistico del grande Conny (Conrad) Plank; sono tre suite senza titolo di puro rumore elettrico eseguito da quello che verrà definito in seguito da Brian Eno, il "non musicista" e cioè un tecnico privo di cultura musicale ma dotato di genio creativo.
I due improvvisarono il loro rumore con il semplice ausilio di due organi, una slider-guitar, alcuni oscillatori audio, filtri e circuiti quali distorsori e feedback; il risultato suona molto cosmico ma con accese differenze rispetto alle stasi liquide dei Tangerine Dream. Opera ambient violenta e radicale quindi, graffianti sibili astrali che trapassano il cervello con cadenza perdurante, il primo movimento inizia in questo modo e si costruisce lentamente quasi a voler accompagnare lo scorrere del sangue nelle tempie tra gli sciami galattici delle comete, gli occhi tra le visioni grandangolari della fecondazione universale tra stelle che scoppiano, i magma ribollenti e gli oggetti non identificati che sfrecciano uno dopo l'altro senza sosta; è un connubio infinito di suono psicoattivo e di immagini estreme. Dopo la cosmogonia flotte di asteroidi sviluppano un ordine armonico che assiepa il caos, ma nel terzo movimento i sistemi che costituiscono l'ordine universale si scontrano nuovamente; molto più morbidi gli echinodermi ritornano a fondersi con immane possanza, è una mistura nuovamente caotica di masse in movimento e di tempo deformato, aleatoricamente il tutto si dirige verso l'annientamento degli elementi e la linearità del nulla.
I Cluster sono stati quindi dei pionieri e la loro opera prima una profezia della moderna musica elettronica; l'album venne ristampato nel 1980 dalla Sky Records come Cluster 71, tutte le ristampe in CD conservano nel titolo il 71.

Cluster Same (1971)

Cluster Re-Issue (1980)


Cluster II (1972) Brain/Metronome


Cluster Zuckerzeit (1975) Brain/Metronome