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lunedì 24 settembre 2012

Donella Del Monaco - Schönberg Kabarett



DONELLA DEL MONACO
SCHÖNBERG KABARETT
Artis Records ARCD 012
1989


Nel 1978 la Cramps Records di Gianni Sassi pubblicò il secondo album solista della soprano Donella Del Monaco, intitolato Schönberg Kabarett (LP code: 5207 305); questo Compact Disc è la ristampa del medesimo vinile, anche se per motivi, probabilmente legali di copyright, è stato aggiunto un “2” al titolo.
L’opera è per sola voce (Donella Del Monaco) e per pianoforte (Massimiliano Damerini); composta da sette brani arrangiati di Arnold Schönberg quando nel 1901 in partenza da Vienna per Berlino portò con sé una serie di spartiti inspirati alla “deutsche chansons” di almeno otto compositori viennesi dell’epoca. Per il resto si tratta di otto canzoni satiriche del “chanson grises” scritte da Reynaldo Hahn nel 1892 per i testi del poeta Paul Verlaine.
Tra i brani del “Schönberg Kabarett” troviamo “Galatea”, “Gigerlette”, “L’Innamorato Modesto”, “Canzone Ingenua”, “Il Buffone”, “A ciascuno il suo” e “Da quando ho visto tante donne”. Alla raccolta manca l’ottavo brano che Schönberg arrangiò per la raccolta completa che troviamo invece nella recente ristampa a cura della stessa Donella Del Monaco e dell’Opus Avantra Studium.
Il disco apre un piccolo spaccato storico nella canzone grottesca a tinte amorose e satiriche della Francia e della Germania della fine del diciannovesimo secolo.





Donella Del Monaco - Canzoni Veneziane "Venetian Ballads"



DONELLA DEL MONACO
CANZONI VENEZIANE  “Venetian Ballads”
Artis Records ARCD 054
1993


Donella Del Monaco, soprano lirico di grande talento, fece parte in veste di cantante all’interno dell’ensemble degli Opus Avantra, gruppo italiano di rock progressivo sperimentale. Figlia del Maestro Marcello Del Monaco e nipote dello storico tenore Mario Del Monaco si interessò sin da giovane al canto lirico e contemporaneamente alla “sperimentazione vocale”.
Dissidente degli Opus Avantra volle intraprendere la carriera solista; nel 1977 registrò per una piccola casa discografica chiamata “Italia”, l’album “Dodici Canzoni Da Battello” (LP code: ITL 70030); nel caso specifico questo “Canzoni Veneziane” non è altro che la riedizione in Compact Disc del medesimo album con l’aggiunta di un brano non presente nell’edizione originale.
Presso la Biblioteca Marciana di Venezia la stessa cantante recuperò gli originali testi con le partiture all’interno dei quaderni “Canzoni Da Battello” scritti da compositori popolari del 1700 (attualmente gli stessi manoscritti si trovano presso la biblioteca musicale del conservatorio Benedetto Marcello).
Dall’ora (1977) la Del Monaco esegue regolarmente dal vivo le Canzoni Da Battello durante prestigiosi festival canori, Metz in Francia, Dubrovnik a Zara, Villa Imperiale a Genova, alla Biennale e alla Fenice di Venezia, negli Stati Uniti, in Germania e in vari teatri della penisola italiana. A tal proposito ben quattro brani su tredici sono incisi dal vivo, uno di questi è tratto dal “Casanova” di Federico Fellini (quello non presente in Dodici Canzoni Da Battello).
Da non scordare che la “raccolta” originale delle “Canzoni Da Battello” venne decantata da Mozart all’interno dei suoi scritti portando le ballate alla ribalta del grande pubblico mondiale come delle piccole perle di musica popolare della Serenissima Repubblica Veneziana. Testi perlopiù grotteschi che trattano d’amorose e drammaturgiche vicende scritte per la maggiore in dialetto veneto. Una delle prime cantanti di un certo prestigio che nel ‘700, approfittando degli onori alla ribalta delle canzoni popolari veneziane, prestarono la loro voce all’esecuzione di queste ed altre opere similari fu Faustina Bordoni, meglio conosciuta come la moglie di Adolph Hasse.
Per quanto concerne la musica, le composizioni sono tutte trascritte e ri-arrangiate per essere eseguite da un piccolo ensemble da camera composto da fiati, archi, clavicembalo, chitarra barocca, pianoforte, percussioni e con il prezioso supporto del Coro della Serenissima diretto dal Maestro Giancarlo Cartago.
Nel 2000 la Del Monaco ha formato un nuovo gruppo musicale e canoro denominato Opus Avantra Ensemble (dove trova posto anche il teorico originale Giorgio Bisotto degli originali Opus Avantra) e ha ripreso a re-incidere canzoni nella stessa lunghezza d’onda di quelle presenti all’interno di questo album, partendo dal folclore veneziano sono da segnalare i CD Venetia & Anima, con la direzione di Paolo Troncon, (Opus Avantra Studium-Publigas) e Canzoni da Battello del Settecento veneziano  (Opus Avantra Studium-Publigas-Regione Veneto).









giovedì 20 settembre 2012

Opus Avantra - Lord Cromwell



OPUS AVANTRA
LORD CROMWELL PLAYS SUITE FOR SEVEN VICES
Artis Records ARCD 003
1989


Il pianista d'estrazione classica Alfredo Tisocco continuò, dopo il primo album degli OPUS AVANTRA, a studiare nuove soluzioni alternative all'interno del progressive e a proporre spettacoli dal vivo con la band. Dal vivo gli "Opus" apparivano maggiormente complessi rispetto che su disco; le performance erano variabili intrecci di danze tradizionali del XVIII secolo, estratti dal loro primo album, Claude Debussy, Chopin, sperimentazione elettro-acustica e molto pianoforte. Nel 1975 venne pubblicato un nuovo 45 giri dall'etichetta Suono (n. cat. SRNP5002), questo contiene due brani: "Allemanda" con testo e canto di Donella Del Monaco e "Flowers on Pride" che verrà poi inserito nel secondo capitolo discografico degli "Opus".
Per questo nuovo LP Tisocco perse il prezioso contributo della Del Monaco ma acquistò nuovi elementi strumentali e nuove voci, addirittura un piccolo coro femminile americano. Venne aggiunta anche la chitarra elettrica di Renato Zanella che nel primo lavoro era completamente assente. Il secondo album della band, pubblicato nel 1975 dalla Suono (cat. n. SRLP1002), è un concept basto sul carattere distinto dei sette peccati capitali.
Interamente cantato in inglese lascia poco spazio alla digeribilità se non nella barocca "Flowers on Pride" che ricorda il San Antonio di Haydn, nella bellissima e soave "Lust" o nella strumentale eseguita interamente alle tastiere di "Gluttony".
Tutto il resto sono dei progetti a metà strada tra l'elettronica sperimentale, le improvvisazioni al piano e l'elettro-acustica più accademica; progetti che si tende a pensare siano stati dei personali capricci dello stesso Tisocco più che dei lavori veramente d'insieme. La cosa che più mi colpisce di questo lavoro è l'alternanza tra violenza strumentale e delicatezza ideologica; un album qualitativamente inferiore rispetto al precedente ma incredibilmente avanti nel tempo pur rifacendosi per la maggiore all'avanguardia classica del passato. Dopo questa esperienza Tisocco lavorerà per il teatro; gli Opus Avantra verranno riformati invece con Donella Del Monaco alla fine degli anni '80 per un nuovo disco (Strata) e per delle esibizioni live nei vari festival d'avanguardia del periodo.
Le ristampe in CD di "Lord Cromwell" contengono tutte la bonus tracks “Allemanda” dal singolo 45 giri di cui sopra.




Opus Avantra - Introspezione



OPUS AVANTRA
INTROSPEZIONE
Artis Records ARCD 002
1989


Una voce autorevole dagli Stati Uniti ha parlato degli OPUS AVANTRA come del gruppo musicale italiano migliore di tutti i tempi; un'affermazione azzardata ma abbastanza obbiettiva e coerentemente vicina alla realtà. Se gli OPUS AVANTRA si posero come la punta di diamante della cultura musicale italiana di quasi 40 anni fa' lo si deve, oltre che alla loro particolare estrazione musicale, alla bontà della loro opera e non ultimo alle nefandezze sonore che fin dai primi anni '70 l'ambiente pop italiano ha periodicamente donato. È chiaro quindi che ad Alfredo Tisocco, a Donella Del Monaco e a tutto l'ensemble va un grande merito artistico; ribadisco però che in un mare di prodotti musicali mediocri, una perla musicale come la musica degli "Opus", ha rappresentato l'unica vera scappatoia per uscire da quello che loro stessi definirono "uno stato di impasse in cui si trova il mondo musicale oggi". Si pensi ai critici musicali ufficiali che hanno avuto a poche note di distanza la meravigliosa ricerca degli OPUS AVANTRA ed hanno continuato a decantare prodotti cresciuti sul filo di un onda inglese, dal rock progressivo al pop più imbarazzante, anche se tuttavia altre interessanti formazioni in Italia sono esistite ma di questa parlerò in altri momenti.
Fra tutte le esperienze musicali che si andavano generando negli anni '70 dalle nostre parti sono stati gli unici a capire, con ammirabile anticipo sui tempi, che la concatenazione tra l'antico e il nuovo corso dell'arte e della filosofia è forse l'arma vincente per uscire dalla povertà creativa e da una "pseudo-avanguardia" che seguitava a considerare l'espressione superficiale e poco necessaria. Il massimo dell'espressività creativa e della sperimentazione la ritroviamo in un connubio ideale di pop, rock progressivo, jazz, musica classica, operistica, avanguardia, elettronica, musica popolare, musica barocca, in un fluire disincantato e libero da ogni pregiudizio. È proprio in questa concatenazione che si cela la grandezza dell'opera che unisce tradizione e avanguardia.
Il primo album dell'ensemble venne pubblicato dalla Trident Records nel 1974 (n. cat. TRI1006); questo contiene dieci brani, ognuno con una struttura a se, vediamoli nel dettaglio:
"Introspezione" è un'opera contemporanea che si rifà agli esperimenti di certa avanguardia colta, nella realtà è un estratto da una più lunga composizione elettro-acustica ideata da Giorgio Bisotto, il filosofo della band, con improvvisazione al pianoforte ed effetti elettronici di Mireno Tisato, Alfredo Tisocco e Tony Esposito che suona le percussioni anche in altri brani.
"Les Plaisirs Sont Doux" contiene una poesia di Marcello Del Monaco "Nel Piccolo Giardino" con la voce che si sposta in direzioni e lingue diverse mentre il piano esegue una linea melodica intrisa di tristezza e nostalgia indefinita.
"La Marmellata" è una filastrocca con un richiamo alla musica antica; tuttavia lo svolgimento alterna cadute atonali piuttosto sperimentali e una seconda parte elettronica.
"L'Altalena" è una canzone facilmente assimilabile, melodica e piacevole con qualche richiamo alla tradizione leggera italiana e francese; è anche il brano che musicalmente si avvicina maggiormente al progressive propriamente detto.
"Monologo" è un capolavoro modernista che continua sulla direttiva dettata dalla musica contemporanea con la voce recitante decisamente allucinata. La mente si riposa dopo il temporale uditivo con "Il Pavone", canzone che procede sulla stessa linea de "L'Altalena".
Bella musica barocca anche in "Ah Douleur" con la soprano Donella e gli strumenti antichi in primo piano; lo svolgimento del pezzo procede con una variazione sul rock che ricorda qualche cosa dei "Pentangle".
"Deliee" e "Oro" sono altri brani colti, classicheggianti con qualche strizzatina d'occhio ancora alla tradizione leggera francese e alla musica antica.
"Rituale" chiude l'album con una poesia languida che sfocia in una virata poderosa verso un rock progressivo più duro. L'album è reperibile in CD in diverse edizioni ognuna con una denominazione differente: "Introspezione" – “Donella Del Monaco” – “Same”.